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FREE “PUNTURE DI SPILLO”: IL PREZZO PIÙ BASSO NEI LAVORI E LA FURBATA DEL MINISTRO DELRIO, ANZI LA SUA CORRETTEZZA

La questione è nota. «Può essere utilizzato il criterio del minor prezzo (…) per i lavori di importo pari o inferiore a 2.000.000 di euro, quando l’affidamento dei lavori avviene con procedure ordinarie, sulla base del progetto esecutivo» (D.Lgs. 50/2016, art. 95, comma 4, lett. a)).

Subito dopo la pubblicazione del correttivo, da Porta Pia si affrettarono a parlare di una circolare ministeriale, da emanarsi al fine di chiarire la portata della norma. Non volevano dire quello che la norma sembra voler dire. Volevano in effetti liberalizzare il prezzo più basso e basta.

Chi ha redatto la norma ha ricevuto il testo sbagliato, secondo noi. O forse non ha l’”abc” degli appalti e quindi ha errato nel recepire una comunicazione corretta. Questo non lo sappiamo. Fatto sta che la norma è chiara (una volta tanto) e non richiede proprio nessuno sforzo interpretativo.

Splendida allora la furbata del Ministro. Noi abbiamo commesso una grossolanità? Adesso rimedi Cantone!

Sembra che sia partita una richiesta all’ANAC perché sciolga il (non) dubbio delle «procedure ordinarie».

E l’ANAC che dirà? Probabilmente il solito comunicato-fonte. Forse, visto il caso, anche una deliberazione.

Ma che dirà l’ANAC? Avrà l’onesta di dire che la norma è chiara e che per modificarla ci vuole un altro correttivo? Oppure si mostrerà disponibile a concedere i suoi favori alla politica?

Nel secondo caso magari si potrà cominciare il periodo del parere con il passaggio consueto: “Sotto un profilo sistematico, si potrebbe ritenere che …”. E si potrebbe concluderlo dicendo che “la previsione sarebbe pleonastica e contraria alla ratio della riforma se non volesse includere nel suo ambito anche le procedure negoziate, che per la fascia di importo inferiore a un milione di euro sono oggettivamente procedure ordinariamente ammesse”.

Già! Così ordinarie che occorre rispettare quanto l’ANAC stessa ha scritto nelle (pur non vincolanti) linee guida per il sotto-soglia: «Per affidamenti di importo elevato, superiori a 500.000 euro, le stazioni appaltanti motivano il mancato ricorso a procedure ordinarie che prevedono un maggior grado di trasparenza negli affidamenti» (paragrafo 5.3).

Il buon senso ci dice che la prima cosa da fare sarebbe stata quella di mandare a casa il redattore materiale della norma. Sarebbe stato del resto in sintonia con i principi della ministra Madìa.

E che la seconda cosa da fare sarebbe stata quella di prendere a esempio Gentiloni, che dall’America si era premurato di telefonare a Cantone per dirgli che sull’abrogazione della raccomandazione vincolante, sì, in effetti, c’era stata una mancanza di attenzione nel varare il correttivo, ma che si sarebbe subito rimediato.

Delrio è più orgoglioso. Non può ammettere di aver sbagliato. Nessun correttivo al correttivo. La norma è buona e si tratta solo di interpretarla correttamente. Siccome non è un problema politico, ma solo di interpretazione giuridica dovuta, è giusto che a occuparsene sia l’ANAC.  Per rispetto del ruolo e delle funzioni della medesima.

Altro che furbata!

 

FORMAZIONE E SUPPORTO

 

 

 

 

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