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FREE «Equo compenso, nessun dubbio interpretativo è coerente con il diritto eurounitario e non comporta incrementi di spesa per la p.a.» (CNI, CNAPPC e Fondazione Inarcassa)

Leggi il documento. Ma delle due l’una. Se l’intento del legislatore è quello di non far applicare la legge sull’equo compenso agli affidamenti regolati dal codice dei contratti pubblici, non serve alcun intervento normativo in quanto il rapporto fra le due fonti è chiaro. La sentenza del T.A.R. del Veneto, incondivisibile in relazione al predetto rapporto fra le due fonti, è stata solo la prima sul punto. L’intervento normativo serve se il legislatore vuole che la legge sull’equo compenso si applichi all’interno del D.Lgs. 36/2023. In disparte la questione euro unitaria dei minimi tariffari.

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