Come l’affidamento diretto possa essere gestito in modo compatibile con il rispetto dei principi fondamentali del Trattato è un mistero che si chiarisce solo se ci si auto-vincola alla pubblicazione di un avviso, che comunque deve rimanere meramente esplorativo al fine di distinguerlo da quello volto a far presentare non meri preventivi di spesa ma vincolanti manifestazioni di interesse.
Si conferma quindi la sciocchezza del legislatore del decreto semplificazioni “due” che, meramente copiando le linee-guida dell’ANAC, ha pensato di fare cosa buona e giusta (nella peccaminosa consapevolezza che l’importo inferiore a EUR 130.000 è fin troppo elevato per un affidamento senza obbligo di pubblicità preventiva) di controbilanciare il peccatuccio con il pentito (purtroppo non assolvente) richiamo ai «principi di libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, nonché di pubblicità». Perché qui delle due l’una: o è affossato l’affidamento diretto o l’affidamento diretto è vivo e vegeto e si va avanti come sempre si è fatto. La seconda è l’ipotesi che ricorre. Del resto l’italico costume c’è sempre stato ed è dentro di noi (come il cielo d’Irlanda della Mannoia).
Salvo poi che qualche RUP, preso da accorata preoccupazione, per lavori di importo inferiore a EUR 150.000 fa fare la procedura aperta (ovviamente con inversione procedimentale, almeno quella).
Quanto poi al criterio di aggiudicazione del rapporto qualità/prezzo, che nell’affidamemto diretto vuol dire “informale rapporto qualità/prezzo”, non occorre necessariamente stabilire la ponderazione dei criteri di valutazione, non occorre che si tracci ex ante l’iter motivazionale per una assolutamente non necessaria commissione giudicatrice, non occorre la distinzione fra le due buste, è necessaria e sufficiente la motivazione discorsiva del RUP. Del resto è proprio la funzione esplorativa del processo d’acquisto non procedimentalizzante che si connette all’affidamento diretto, quale attività istruttoria del RUP, che postula per il RUP stesso l’auto-comprensione di ciò che meglio serva all’Amministrazione dopo l’acquisizione dei preventivi di spesa. Qui, in sostanza, il criterio di valutazione può definirsi in itinere. Perché questa sarebbe la logica dell’affidamento diretto.
Epperò siamo da capo a dodici, perché se i «principi di libera concorrenza, non discriminazione, trasparenza, proporzionalità, nonché di pubblicità», debbono applicarsi anche per un affidamemto diretto da EUR 10.000, allora l’affidamento diretto è morto. Ma, siccome è vivo, si torna al bla-bla che tutti conosciamo.
Lino Bellagamba, 15 dicembre 2021
Il percorso ordinato per il RUP per ogni affidamento sotto soglia comunitaria, dopo il convertito D.L. 31 maggio 2021, n. 77: dalle acquisizioni vincolate, fra CONSIP e MEPA, alle procedure negoziate. Affidamento diretto: i due schemi integrali d'atto.
In data da definirsi, in video-conferenza facile (dalle 9:15 alle 16:15). Per l'affidamento diretto saranno esaminati e prodotti (in formato riscrivibile): 1) lo schema integrale dell'avviso di mera indagine di mercato; 2) lo schema integrale di determinazione unica. Orario a oltranza (possibilità preclusa dalla giornata c.d. "in presenza"), per poter porre ogni possibile domanda.
