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FREE QUANTE SCIOCCHEZZE ABBIAMO DOVUTO SUBIRE DALL’ANAC CON L’IDONEITÀ MORALE COME CONTENUTO DI OFFERTA TECNICA?

Stavamo tranquillamente rivedendo il materiale di documentazione per la giornata di Milano del prossimo 23 maggio: L’OFFERTA ECONOMICAMENTE PIÙ VANTAGGIOSA NEI SUOI TRE SUB-CRITERI DI AGGIUDICAZIONE E L’ANOMALIA, DOPO LO “SBLOCCA CANTIERI”. Nel suddetto materiale sono previste anche le linee guida n. 2 dell’ANAC sull’offerta economicamente più vantaggiosa (con analisi infra-testo e con giurisprudenza di riferimento), per quanto applicabili.

Questa ce l’eravamo dimenticata.

«Si ricorda che il rating di legalità può essere richiesto dalle imprese operanti in Italia, iscritte al registro delle imprese da almeno due anni e con un fatturato minimo pari ad almeno due milioni di euro. A meno che la stazione appaltante non sappia già, nella predisposizione del bando di gara o della lettera di invito, che alla procedura potranno partecipare solo imprese potenzialmente idonee ad avere il rating, è opportuno che, per il suo utilizzo, vengano introdotte compensazioni per evitare di penalizzare imprese estere e/o di nuova costituzione e/o carenti del previsto fatturato, consentendo a tali imprese di comprovare altrimenti la sussistenza delle condizioni o l’impiego delle misure previste per l’attribuzione del rating» (paragrafo II).

Ora, che la stazione appaltante debba già sapere che alla procedura parteciperanno solo imprese in possesso del rating, ciò si pone in violazione dei principi di trasparenza e di anticorruzione di una gara d’appalto.

L’ordinamento del codice dei contratti non prevederebbe poi che il possesso del rating possa essere dimostrato secondo il principio di equivalenza, ma questo passi. Il fatto è che ciò si tradurrebbe a posteriori in uno sbarramento irragionevole alla partecipazione degli operatori economici, venendo a sussistere la necessità di possedere un minimo di fatturato, peraltro elevato, che alla fine diventerebbe criterio di valutazione dell’offerta tecnica.

Di fronte a questi pasticci, sia benvenuto lo “sblocca cantieri” che prende atto del fallimento della politica legislativa della soft law.

Ha detto benissimo Bianchi dell’ANCE: “Il codice è inemendabile!”

 

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