La questione della compatibilità comunitaria della disciplina normativa italiana che riserva ai soli architetti le prestazioni principali sugli immobili di interesse culturale è stata definitivamente risolta dal Consiglio di Stato, il quale ha tracciato precisi canoni interpretativi in ordine alla compatibilità con il diritto comunitario dell’art. 52 del R.D. n. 2537 del 1925.



