Grillo scrive, infuriato, al Presidente dell’ANAC in quanto le linee guida sull’offerta economicamente più vantaggiosa ledono il principio di “non discriminazione”.
Il punto riguarda la premialità per il “rating”. Grillo obietta che premiare al massimo solo chi ha tre stelle è oggettivamente discriminatorio. Sono i cinque stelle che vanno premiati al massimo. La ponderazione per il “rating” deve essere elevata a cinque punti.
Il Presidente dell’ANAC, per il quale è un chiodo fisso da sempre il “rating” in chiave premiale in sede di punteggio conseguibile da un operatore economico, accoglie entusiasta l’ipotesi di modifica. Sì, cinque punti per un criterio di valutazione che è strettamente soggettivo in effetti sono un po’ tanti, ma è qui che si giocano i valori di fondo dell’anticorruzione. Pubblica consultazione aperta, con il consueto comunicato.
Palazzo Chigi si irrita, in silenzio. Renzi pensa subito al promoveatur ut amoveatur per il presidente dell’ANAC: posto al Consiglio di Stato! La Boschi frena: “No! Sarebbe un troppo evidente bis in idem!”
E allora? Fatto! In Svizzera! Un bel posto a casa sua, nella Repubblica dei Cantoni.
Se vuoi anche ridere un po’, vieni ai nostri incontri:
“FREE” – IL “PUNTO” SULL’APPLICAZIONE DEL NUOVO CODICE – SENIGALLIA, BOLOGNA, MILANO, MESTRE, ROMA



