Si osserva che, «come ormai definitivamente chiarito dalla Corte di Giustizia con le due fondamentali pronunce del 26 settembre 2019 (causa C-63/18) e del 27 novembre 2019 (causa C-402/18) osta alla disciplina eurounitaria una normativa nazionale che limiti al 30% l’ammissibilità del ricorso al subappalto (limite, questo, ora elevato al 40%, per effetto delle modifiche introdotte in sede di conversione del d.l. n. 32 del 2019 dalla già richiamata legge n. 55 del 14 giugno 2019, con conseguenti profili correlati al ricorso al rimedio della disapplicazione, alla luce della peculiare efficacia erga omnes delle pronunce della Corte di Giustizia)».



