Non abbiamo filo diretto con nessuno, ma il ragionamento è semplice.
Sospendere l’obbligo di far ricorso all’AVPASS per soli quattro mesi non avrebbe alcun senso. Non cambierebbe nulla, né per le stazioni appaltanti, né per gli operatori economici.
La sospensione nasce dal fatto che la politica (il Ministro LUPI, meglio tardi che mai) ha capito che l’AVCPASS proprio non funziona sotto nessun profilo. Quindi, o entro fine giugno si fa una nuova AVCPASS. Ovvero con questa AVCPASS non si può comunque andare avanti. Né oggi, né al 1° luglio di quest’anno, né mai.
Riuscirà l’AVCP a fare una nuova AVCPASS entro fine giugno? Improbabile. Con il fallimento dell’AVCPASS, l’AVCP ha segnato probabilmente il proprio destino. Il Ministro ha detto a chiare lettere che vuol riprendersi le funzioni dell’AVCP.
Quindi, si tornerà certamente a una sorta di Banca-dati. Ma nella versione più semplice e utile possibile. L’operatore economico si registra a sistema e ivi inserisce una volta per tutte ogni proprio dato, necessario al RUP per le verifiche d’ufficio. La stazione appaltante dovrebbe solo digitare il CIG e il codice fiscale dell’operatore economico, al fine di avviare il reperimento dei documenti.
L’ultimo siluro che affonda l’AVCPASS sta per essere sganciato dal prossimo decreto-legge che prevede che il DURC sia acquisito proprio al di fuori della (attuale) AVCPASS.
Un cordiale saluto a tutti.
Lino Bellagamba



