FOCUS FREE L’art. 2, comma 4, del decreto “semplificazioni” e l’«esclusione automatica»

L’«esclusione automatica» per importo d’appalto di valore comunitario è bandìta nei lavori già dalla storica sentenza della Corte di Giustizia, VI, 27 novembre 2001, C-285/99 e C-286/99. La soglia di anomalia, ieri come oggi, può servire solo per individuare le offerte sospette di anomalia ex lege, cioè obbligatoriamente da verificarsi in ordine alla loro congruità. Prezzo più basso, sopra soglia, può voler dire solo massimo ribasso assoluto. Dire che oggi, per gli interventi di cui all’art. 2, comma 4, del decreto “semplificazioni”, si applica la direttiva significa solo dire che, se pure non si applica il codice (fatta eccezione per tre articoli), non può però applicarsi in auto-disciplina il prezzo più basso con «esclusione automatica»: il diritto euro unitario lo esclude in modo secco. Non c’è discussione su questo.

Il principio appena affermato vale anche per l’affidamento dei servizi d’architettura e ingegneria. È aberrante che per questi ultimi si possa pensare di legittimare ora, con la scusa dell’art. 2, comma 4, del decreto “semplificazioni”, il prezzo più basso con «esclusione automatica». Per essere chiari: passi il prezzo più basso, non l’«esclusione automatica». E sotto soglia, per non contraddire l’ANAC (pagg. nn. 13-14 del documento), si fa operare l’art. 97, comma 3, del codice … Ma per favore! Ma per favore!