Non è che l’hanno aggiornato ex novo, come avrebbero (da tempo, da tanto tempo) dovuto fare. Soltanto si «intende fornire alle stazioni appaltanti, agli enti concedenti e agli Operatori Economici indicazioni in ordine alla corretta compilazione del DGUE nel formato digitale, nell’ambito del vigente quadro normativo nazionale». Un’opera improba aggiornare al nuovo codice un modello strutturato sul D.Lgs. 50/2016, quindi lo facciano le stazioni appaltanti, visto che sono qualificate. “Armiamoci e partite!” E così sarà veramente un documento unico per tutti, nel senso che tutti elaboreranno un loro DGUE, un DGUE per ogni stazione appaltante. Ottimo risultato davvero, di chiarezza e di semplificazione per gli operatori economici. Ad ogni modo, nulla toglie, a questo punto, che fino al 31 dicembre 2023, si prescinda dal DGUE e che ogni stazione appaltante predisponga un proprio modello dichiarativo unico, senza dover mettere le mani su un DGUE già peraltro nel 2016 predisposto in contenuto insufficiente per il suo scopo.



