Si parla di “revisione della disciplina in materia di pubblicità degli avvisi e dei bandi di gara, in modo da fare ricorso principalmente a strumenti di pubblicità di tipo informatico e da prevedere in ogni caso la pubblicazione degli stessi avvisi e bandi al massimo su due quotidiani nazionali e al massimo su due quotidiani locali, con spese a carico del vincitore della gara”. Ah, ah, ah!
Classica affermazione di principio “all’italiana” (da fritto misto).
Ne eravamo stati sempre sicuri! Figurarsi se la lobby dei giornali poteva mollare la presa.
Ma il “grande timoniere” ne esce sconfitto.
“Tutto cambi, perché nulla cambi!” “E io pago!”, afferma la Totò-impresa.
All’ANAC di Cantone, ovviamente, la questione non compete. Del resto l’ANAC ha già dato tanto alle imprese con la tesi sul soccorso istruttorio.
Evvai!



