La Banca dati doveva partire il 1° gennaio 2013 ed è tuttora di fatto inutilizzabile.
Doveva essere una banca dati ed emerge un’AVCP che fa da collettore di richieste (ciò era già chiaro in deliberazione).
Manca un mese al vero start up (siamo al 28 maggio) e ci si accorge, rispetto al testo della deliberazione, che non si tratta più solo di verificare le auto-certificazioni, ma anche di dover seguire passo per passo una procedura applicativa. Tutte le stazioni appaltanti con lo stesso applicativo, ingessato ed ingessante. Ti partecipa un a.t.i. mista e c’è da capire quali selezioni operare.
Tirato dentro chi compone l’organo di gara, mentre doveva bastare il RUP.
Un rimedio ideologico del governo Monti peggiore, di gran lunga peggiore del male. Molto più semplice sarebbe stato obbligare le p.A. certificanti a rispondere alle richieste di documenti, via mail, entro il termine di quindici giorni. Anche perché, per alcuni requisiti “morali”, per esempio, occorrerà comunque che il RUP richieda il documento alla p.A. certificante.
Comunque, studieremo la procedura applicativa fino in fondo (questo è il primo passo) e poi analizzeremo se e come saranno applicabili le scelte giuridiche corrette.
Il top sarà, dal 1° gennaio 2014, coniugare quest’applicativo con la procedura gestita sul MEPA. Ma c’è tempo. Anche per riformare l’Autorità.



