Cominciato, anzi in stadio avanzato, il tam-tam delle richieste di auto-tutela, sotto minaccia di ricorso al giudice amministrativo. Nelle Marche, una stazione appaltante fra tante applica l’interpretazione maggioritaria. La solita impresa non aggiudicataria dice che, siccome siamo nelle Marche, si deve seguire il T.A.R. Marche. L’impresa farà ricorso e lo vincerà. La stazione appaltante sarà costretta a fare appello al Consiglio di Stato, che finalmente dovrà dire la sua (e nella speranza che anche lì non si formino due orientamenti).
Per converso, non è escluso che in altre regioni si abbia interesse a far valere l’orientamento del collegio marchigiano.
Se poi la stazione appaltante marchigiana segue il T.A.R. Marche, si espone ovviamente al ricorso dell’impresa che ha interesse a far valere l’interpretazione maggioritaria.
E avevano imposto l’«esclusione automatica» (che poi proprio così imposta non è) per far fare “presto e bene”. I ricorsi.



