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FOCUS FREE La scelta della stazione appaltante di circoscrivere gli inviti all’area metropolitana: forse va bene (vista l'aria che tira), forse no

La confusa, incredibile, tesi dell’ANAC, che legittima l’invito delle sole ditte con sede legale in zona, bastando solo dare motivazione «in ossequio al principio di massima trasparenza» (sic), anche se, forse, sarebbe meglio «acquisire la manifestazione di interesse di tutti gli operatori economici» interessati. I “localisti”, che sono tanti, esultano (accanto a chi non prende mai posizione). Maxi-bevuta in spiaggia con i balneari. Verso gli appalti a "chilometro zero" e verso il recupero dei principi autarchici della Contabilità di Stato? Si consiglia all'ANAC romana la lettura di questa giurisprudenza sul tema in discorso.


L’ANAC, con atto del Presidente de 27 luglio 2022 (fasc. UVLA 3700/2021) richiama il parere del MIMS sul canone della «diversa dislocazione territoriale» di cui al D.L. 76/2002, convertito nella L. 120/2022, art. 1, comma 2, lett. b)Vengono anche richiamate, sul punto, le linee guida ITACA (1° febbraio 2021).

Che cosa dice l’ANAC?

«La scelta della stazione appaltante di circoscrivere gli inviti all’area metropolitana di Bari deve dunque derivare da valutazioni di opportunità e pubblica convenienza che, per il principio di buon andamento della P.A. nonché in ossequio ai principi di trasparenza peraltro specificatamente richiamati dalla norma in esame, devono chiaramente essere espressi nella determina a contrarre, valutazioni che non si evincono dalla lettura degli atti dell’Amministrazione come trasmessi dall’Osservatorio. Si osserva inoltre che l’invito è stato rivolto alle sole ditte aventi “sede legale” nella città metropolitana [principio non corretto: n.d.a.] e non anche a quelle aventi sede operativa nella stessa. Al riguardo si rileva che se la limitazione territoriale operata dalla stazione appaltante, in conformità alla ratio della norma, è rivolta al contenimento degli spostamenti, ovvero anche all’immediata operatività dell’operatore economico, parrebbe maggiormente conferente rivolgersi ad operatori dotati di una sede operativa presente sul territorio delimitato a prescindere dal fatto che la sede legale sia collocata altrove [principio già un po' più corretto, rectius, non corretto neppur esso: il possesso della sede operativa è condizione non di partecipazione ma di esecuzione: n.d.a.]. Stante quanto sopra considerato si rileva in definitiva che la scelta di limitare la partecipazione alla procedura negoziata ai soli operatori dell’area metropolitana è riferibile ad una scelta discrezionale della Pubblica Amministrazione; tale scelta tuttavia, in base ai principi di imparzialità e buon andamento dell’azione amministrativa sanciti dall’art. 97 Cost., deve essere ragionevolmente motivata, ed altresì, in ossequio al principio di massima trasparenza [una contraddizione in termini: n.d.a.], la stessa motivazione deve essere adeguatamente esplicitata nella determina a contrarre dell’Amministrazione».

«Una preliminare indagine di mercato, effettuata dall’Amministrazione in base alle proprie specifiche esigenze, avrebbe potuto consentire di acquisire la manifestazione di interesse di tutti gli operatori economici che ritenevano conveniente partecipare all’appalto, con una successiva selezione dei concorrenti maggiormente rispettosa del principio di non discriminazione» [principio corretto: n.d.a.].

Da osservare che l’ANAC romana, con un intervento confuso e contraddittorio, alla fine smentisce la corretta interpretazione dell’Osservatorio regionale.

Sarebbe interessante conoscere il pensiero dell’ANAC sui sistemi locali nei quali vengono pescate per metà imprese del posto e per metà imprese extra-territoriali. Chissà se l’ANAC lo sa.


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