FREE AFFIDAMENTO IN CONCESSIONE DEL SERVIZIO DI ACCERTAMENTO DI ICI, TARES, TOSAP E IUC, ANCHE A MEZZO DI SISTEMI GIS, SUPPORTO ALLA RISCOSSIONE ORDINARIA DI IUC E TOSAP, NONCHÉ RISCOSSIONE COATTIVA DI TUTTE LE ENTRATE DELL'ENTE (SENTENZA 31 OTTOBRE 2019)

Sarebbe servizio di natura intellettuale e quindi non scatta l’obbligo di cui all’art. 95, comma 10, del codice.

 

«L’art. 95, co. 10, del Codice dei contratti pubblici stabilisce che “Nell'offerta economica l'operatore deve indicare i propri costi della manodopera e gli oneri aziendali concernenti l'adempimento delle disposizioni in materia di salute e sicurezza sui luoghi di lavoro ad esclusione delle forniture senza posa in opera, dei servizi di natura intellettuale e degli affidamenti ai sensi dell'articolo 36, comma 2, lettera a). Le stazioni appaltanti, relativamente ai costi della manodopera, prima dell'aggiudicazione procedono a verificare il rispetto di quanto previsto all'articolo 97, comma 5, lettera d).”.

La stessa stazione appaltante, all’art. 1 del capitolato, qualifica espressamente il servizio in esame come di “natura intellettuale” ai sensi dell'art. 26, comma 3 bis, del D. Lgs. 81/2008, aggiornato dal D. Lgs. 106/2009.

Il bando di gara descrive l’oggetto dell’appalto in questi termini: “L’appalto prevede:

1. Supporto alla riscossione ordinaria della IUC e della TOSAP e relativa fornitura di sistema informatico per la gestione delle stesse;

2. Accertamento della IUC (IMU/TASI/TARI), nonché dell’ICI, TARES e TOSAP e fornitura finale di un unico database normalizzato contenente l’Anagrafe tributaria e l’aggiornamento di tutte le Componenti Territoriali;

3. Riscossione coattiva di tutte le entrate, tributarie, extra-tributarie e sanzioni amministrative, di competenza della Stazione Appaltante;

4. Fornitura e manutenzione, per la sola durata contrattuale, di un sistema web e web gis che faciliti la consultazione/verifica/regolarizzazione di tutte le posizioni contributive.”.

Le illustrate caratteristiche escludono quindi ispo iure l’obbligatoria indicazione dei costi della manodopera in capo alle imprese partecipanti alla gara.

Il Collegio è ben consapevole del fatto che la questione della indicazione dei citati costi sia stata recentemente risolta – in senso “rigoristico” per le imprese partecipanti alle gare – con le recenti decisioni dell’A.P. del Consiglio di Stato (nn. 1 e 3 del 24 gennaio 2019). In esse è stato affermato che “questo Giudice ritiene che il pertinente quadro giuridico nazionale imponga di aderire alla tesi secondo cui, nelle circostanze rilevanti ai fini del decidere, la mancata puntuale indicazione in sede di offerta dei costi della manodopera comporti necessariamente l'esclusione dalla gara e che tale lacuna non sia colmabile attraverso il soccorso istruttorio.

Ritiene anche che, ai sensi del diritto nazionale, siccome l'obbligo di separata indicazione di tali costi è contenuto in disposizioni di legge dal carattere sufficientemente chiaro per gli operatori professionali, la mancata riproduzione di tale obbligo nel bando e nel capitolato della gara non potrebbe comunque giovare a tali operatori in termini di scusabilità dell'errore”.

Il Collegio è anche conscio del fatto che, a livello comunitario, la giurisprudenza si è espressa nel senso di consentire l’esclusione automatica del concorrente, e di non concedere il beneficio del soccorso istruttorio, nell’ipotesi di mancata esternazione dei costi della manodopera obbligatori per legge: “È compatibile con le direttive comunitarie in tema di appalti, nonché con i principi di parità di trattamento e trasparenza in essa contemplati, un assetto nel quale la mancata indicazione separata dei costi della manodopera comporta l'esclusione dell'impresa, senza possibilità di soccorso istruttorio, "anche nell'ipotesi in cui l'obbligo di indicare i suddetti costi separatamente non fosse specificato nella documentazione della gara d'appalto"” (Corte di giustizia UE n. 309 del 2.05.2019).

Tuttavia, va anche messo ben in evidenza che la fattispecie oggi in esame non è sussumibile nelle regole enucleate dalle citate sentenze dei massimi organi di giustizia, atteso che – per la particolare tipologia del servizio da appaltare (di natura eminentemente intellettuale) – la legislazione nazionale esclude già in radice l’obbligo di esternazione dei cd. “costi della manodopera”.

In definitiva, il ricorso va accolto, con assorbimento delle altre censure dedotte» (T.A.R. Sicilia, Catania, III, 31 ottobre 2019, n. 2619).

 

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