FREE APPALTO DI SERVIZIO (NELLA FATTISPECIE, SERVIZI DI MANUTENZIONE DEL VERDE PUBBLICO (SENTENZA 4 NOVEMBRE 2019)

Nulla la clausola (trattandosi peraltro di un ordinario appalto di servizio) che vieta il subappalto.

«Invero occorre richiamare al riguardo il combinato disposto di cui agli artt.105, comma 1 e 83, comma 8 del D.Lgs. n.50 del 2016, recanti disposizioni generali di principio, ispirate ai superiori canoni del favor partecipationis e della certezza dei rapporti, secondo le quali, nelle procedure di evidenza pubblica, da un lato è ammesso l’impiego del subappalto, (cfr., tra le altre, TAR Puglia, I, n.1759 del 2012), dall’altro sussiste la tassatività delle clausole di esclusione dalla gara previste per legge, con conseguente nullità delle ulteriori prescrizioni ad escludendum contemplate in bandi e lettere di invito (cfr. in ultimo, sul principio, Cons. Stato, V, n.5828 del 2019).

Ne consegue che la ricorrente non poteva in ogni caso essere esclusa dalla gara per l’utilizzo del subappalto, in primo luogo perché lo stesso è ammesso in via legislativa, come espressione di un principio generale, prevalente su disposizioni contrastanti contenute in lettere d’invito e secondo poi perchè l’impiego di detto istituto non è di certo previsto dalla legge tra le cause di estromissione dalle procedure ad evidenza pubblica, previsione nulla, ove contenuta nella disciplina speciale di gara» (T.A.R. Lazio, Roma, II-bis, 4 novembre 2019, n. 12614).

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