Quotidiano on line (iscritto nel registro del Tribunale di Ancona, 11 aprile 2019, REG. 5/2019). Direttore responsabile: Lino BELLAGAMBA (iscritto dal 20 febbraio 2019 nell'elenco speciale dell'Ordine dei giornalisti delle Marche).

LAVORI PUBBLICI

La sezione riguarda solo il settore d’affidamento, in appalto, dei lavori pubblici. Per i lavori che si affidano in concessione, la sezione di riferimento è quella della CONCESSIONE stessa, comune anche ai servizi.

La qualificazione nel settore dei beni culturali nel caso dei consorzi c.d. “non necessari”

21 Gennaio 2025

Si riconferma un principio: chi materialmente esegue le lavorazioni deve essere qualificato, anche nel caso del consorzio cooperativo (o artigiano) e non solo nel caso del consorzio stabile. Ma nella sentenza c’è un grave svarione in ordine alla rilevazione della facoltà ovvero dell’obbligo di indicare consorziate esecutrici.

La confusione concettuale di base insita nella tesi che ora tutte le categorie scorporabili sarebbero a qualificazione obbligatoria

20 Gennaio 2025

Lo abbiamo già detto.

FOCUS La questione interpretativa generata dal D.Lgs. 36/2023, art. 226, comma 3-bis, quale introdotto dal c.d. “correttivo” assunto con il D.Lgs. 209/2024

20 Gennaio 2025

Tutte le motivazioni per la desumenda regola dell’insussistenza di categorie scorporabil a qualificazione obbligatoria (tranne che per due specifiche eccezioni). Del tutto incondivisibile la tesi che tutte le scorporabili sarebbero ora a qualificazione obbligatoria. - di Lino BELLAGAMBA

FOCUS Dal 31 dicembre 2024 è venuto meno (di regola) il principio della qualificazione obbligatoria per le categorie scorporabili (in disparte il problema della loro individuazione)

14 Gennaio 2025

Ci riportiamo al commento di ieri: Le due grossolanità di un giudice amministrativo nella materia della qualificazione nel settore dei lavori pubblici e le (possibili) novità recate dal “correttivo”. Non si comprende se la deregulation sia un effetto voluto, ovvero se si tratti del solito svarione di abrogare una norma solo perché datata, senza sostituirla. Nessun dubbio che si tratti della seconda ipotesi, visto che per il “correttivo” eseguire una OS 2-A o una OS 2-B scorporabile (peraltro senza possibilità di avvalimento) sarebbe come eseguire una OS 1! Ma per i beni culturali c'è qualcosa che non torna. Rimane l'incondivisibilità della tesi a suo tempo sostenuta dall'ANCE.

FREE «Disposizioni integrative e correttive», per così dire, «al codice dei contratti pubblici, di cui al decreto legislativo 31 marzo 2023, n. 36», ovvero il D.Lgs. 31 dicembre 2024, n. 209

11 Gennaio 2025

Ma ecco un paradigma secco, ex multis,  di come il correttivo non abbia integrato ciò che c’era da integrare.

FOCUS Ora anche il C.d.S. dà atto, rispetto a precedenti sentenze, che la OS 12-B, essendo stata una SIOS, era a qualificazione obbligatoria rispetto al D.L. 47/2024, art. 12, ma …

09 Gennaio 2025

… è del tutto non condivisibile la tesi (più unica che rara, in quanto lesiva della par condicio) che, in caso di subappalto qualificatorio, il principio di idonea qualificazione in prevalente non dovesse scattare in caso di raggruppamento. Il problema rimane attualissimo, in relazione all’essere venute meno, dal 31 dicembre 2024, le categorie scorporabili a qualificazione obbligatoria.

Appalto integrato e progettisti in raggruppamento, con riduzione del “progettista mandante” a “giovane professionista”

09 Gennaio 2025

Il C.d.S. riforma la tesi del giudice di primo grado, richiamando l’applicazione dell’art. 97 del codice. Una ragione in più per "indicare" e non per "raggruppare" il team dei progettisti. Lo capiranno? 

Il beneficio dell’aumento del quinto

07 Gennaio 2025

Si afferma che «l’incidenza dell’importo della categoria (…) andrebbe correttamente calcolata sull’importo complessivo dell’offerta presentata e non su quello a base di gara». L’affermazione evidenzia un grave errore interpretativo del Consiglio di Stato.

Da dove nasce l’abrogazione dell’articolo 12 del decreto-legge 28 marzo 2014, n. 47, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 maggio 2014, n. 80?

05 Gennaio 2025

Nasce dal parere MIT 8 marzo 2024, n. 2336: «Pertanto nel nuovo Codice D.Lgs n. 36/2023 si deve ritenere che (…), non ricorrendo alcuna distinzione tra categorie a qualificazione obbligatoria e non, ad oggi tutte le categorie sono a qualificazione obbligatoria». Già nella piena vigenza (fino al 30 dicembre 2024) del suddetto articolo 12, tale parere era stato sconfessato da una parte della giurisprudenza amministrativa. Oggi è sconfessato a maggior ragione. Ma soprattutto l’obbligo generalizzato di subappalto qualificatorio che si determinerebbe con tale tesi, addirittura esteso alle ex  categorie che solo erano a qualificazione non obbligatoria (OS 1, per esempio), non è principio di garanzia per chi possegga una OG prevalente e si scontrerebbe in modo frontale con il principio euro unitario – nonché costituzionale, ancor prima – di non irretire l’operatore economico entro maglie significativamente limitative della sua possibilità partecipativa.

Il bando di gara aveva previsto la necessità di produrre, a pena di esclusione, idonea documentazione attestante le specifiche modalità con cui i partecipanti alla gara intendessero adempiere agli impegni di cui all’art. 102, comma, 1 del D.Lgs 36/2023

03 Gennaio 2025

Ma dal Consiglio di Stato arriva il redde rationem: riformata la già non condivisa sentenza del T.A.R. Lecce.

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